Servizio idrico integrato: subito una gestione pubblica dell’acqua

L’emergenza idrica che sta affliggendo la Calabria in queste ultime settimane richiede un intervento immediato. Le criticità attuali, strutturali e soprattutto finanziarie, si ripercuotono sulla sostenibilità del servizio idrico con evidenti conseguenze sulla forza lavoro delle imprese e dell’indotto. E’ necessario, pertanto, cambiare radicalmente i processi organizzativi e adottare scelte strategiche funzionali a realizzare una programmazione unitaria e una gestione integrata del ciclo delle acque.

Ciò al fine di pervenire, attraverso la fusione dei soggetti attualmente operanti nel settore, ad un gestore unico. Considerato lo stato delle infrastrutture esistenti in Calabria e la storica difficoltà nella riscossione e nella capacità di attrarre i capitali necessari per la realizzazione degli investimenti sulle reti, la fusione dei soggetti operanti nel settore rappresenta, di fatto, l'unico progetto credibile in termini sostenibilità economico-finanziaria, per come peraltro ben riuscito in Puglia e Basilicata. Per avviare questo processo è indispensabile tenere in stretta considerazione il valore del know how e del personale dei diversi soggetti che hanno gestito fino ad oggi il settore idrico. In questo contesto, So.Ri.Cal, pur rappresentando solo parte del complesso dei servizi del ciclo integrato, costituisce l’unica realtà strutturata e organizzata in dieci distretti zonali in grado di coprire l’intero territorio regionale. Da quando So.Ri.Cal. è stata posta in liquidazione nel 2012 sono stati sospesi tutti gli interventi del piano degli investimenti e viene assicurato il mantenimento delle sole attività essenziali all’erogazione idropotabile. Una condizione che ha peggiorato ulteriormente le condizioni già deficitarie della rete idrica calabrese con gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti. Pare evidente, al fine di garantire un puntuale miglioramento del servizio, avviare un nuovo piano di investimenti. Funzionale a tutto questo sono il perfezionamento della liquidazione di So.Ri.Cal e l’acquisizione della parte privata della società. Solo così si potrà parlare di gestione dell'acqua (davvero) pubblica, in grado di assicurare una programmazione  e un’attività che guardi, esclusivamente, al benessere dei territori e delle comunità.
Il tempestivo affidamento ad una nuova società completamente pubblica comprensiva anche dai Comuni calabresi - che acquisirebbe naturalmente la forza lavoro, il know how e le strutture organizzative dei soggetti pubblici e privati attualmente impegnati nel settore idrico - consentirebbe di:
-  gestire con un unico soggetto il servizio idrico integrato dalla captazione, all’adduzione, alla depurazione fino alla riscossione del tributo;
- evitare il periodo “transitorio” nel quale la gestione rimarrebbe comunque di competenza dei Comuni con nessuna possibilità di intervenire sulle attuali disfunzioni;
- utilizzare la struttura organizzativa della So.Ri.Cal, evitando ogni investimento per lo start up e consentendo l’immediata operatività al gestore del S.I.I.;
- finalizzare con più efficacia i fondi pubblici destinati al progetto conoscenza con l’immediato impiego da parte del gestore dei risultati conseguiti;
- dare corso da subito al piano degli investimenti con le risorse reperite con il progetto di finanza del piano industriale previsto nella convenzione di affidamento.
 In tali condizioni sarebbero altresì evidenti i benefici relativi agli aspetti economico-finanziari e di sostenibilità sistemica, poiché  il nuovo soggetto gestore, “giocando” su fattori di economia di scala, sarebbe in grado - attraverso l'adozione di adeguato piano industriale, supportato da un progetto di finanza - di garantire il servizio integrato nel rispetto delle normative europee nonché di assicurare l’equilibrio e l’indipendenza di gestione.
L’auspicio è che la giunta regionale, di concerto con i dipartimenti competenti, provveda al più presto in tal senso.

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